L’atto di nascita della DC cosentina

Tra i partecipanti alla prima riunione molti provenivano dal vecchio Partito Popolare e dall’A.C. Fondamentali le figure di Luigi Nicoletti e Gennaro Cassiani.

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L’Italia era ancora in piena guerra, nel 1943, ma con grandi differenze tra il nord, il centro, ed il sud della penisola. In quest’ultima area lo sbarco degli Alleati a settembre aveva portato ad un periodo di relativa calma, tanto che si mossero i primi passi verso la rinascita della vita politica democratica.

I partiti che erano rimasti nella clandestinità ripresero la loro attività alla luce del sole, e nuovi partiti si formarono, sotto la vigilanza del Comando Angloamericano che controllava il Meridione.

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Ogni partito iniziò quindi a strutturarsi, a darsi una organizzazione, e a fare propaganda, così come a livello nazionale anche a livello cosentino. Tra questi la Democrazia Cristiana. La nascita della DC cosentina è legata a doppio filo con due personalità di spicco del mondo cattolico del tempo: don Luigi Nicoletti (1883-1958) e Gennaro Cassiani (1903-1978).

Il primo, sacerdote di origine sangiovannese e professore, era stato tra i fondatori del partito popolare in città già nel 1919. Durante il fascismo aveva dato prova di avversare il regime in più occasioni, soprattutto da quando nel 1935 aveva assunto la direzione del periodico diocesano “Parola di Vita”. Gennaro Cassiani invece, avvocato e giornalista, era tra i giovani cattolici che si stavano avvicinando alla politica passando dalle fila dell’Azione Cattolica.

Il ruolo di entrambi fu quindi decisivo per la nascita della Democrazia Cristiana in città, e lo testimonia un documento che potremmo definire “l’atto costitutivo” del partito democristiano a Cosenza, in cui chi scrive si è imbattuto nel corso delle ricerche per la tesi di laurea.

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Si tratta del primo verbale delle riunioni del Comitato Esecutivo Provinciale del partito, datato 3 novembre 1943, conservato insieme agli altri documenti del partito presso l’archivio del Dipartimento di Linguistica dell’Unical.

A poco più di tre mesi dalla caduta del regime fascista la DC dunque si organizzava anche a Cosenza. Il primo incontro ufficiale si tiene nella sede di via Rivocati, al secondo piano del n. 76. È interessante scorrere l’elenco dei presenti alla riunione, e subito risaltano i nomi di ben sette sacerdoti e sei avvocati. È evidente come la componente maggiore fosse quella cittadina di estrazione borghese, come dimostra l’alto numero di professionisti, e tra questi figurano numerosi esponenti di famiglie in vista della città e della provincia. I cognomi di molti di questi ricorreranno ciclicamente nella politica cittadina fino ai giorni nostri, e proprio questo intreccio tra famiglie e potere è una delle caratteristiche peculiari della vita politica cosentina, trasversale ai vari partiti.

Nel 1943, nei primissimi mesi della democrazia italiana, i partiti cercarono di superare momentaneamente le differenze ideologiche e far prevalere la volontà di superare il momento difficile che si stava vivendo. Col passare del tempo però le posizioni si fecero sempre più divergenti, soprattutto con l’avvicinarsi delle scadenze elettorali prima del 1946 e poi, soprattutto, del 1948. Ma questa è un’altra storia.

Lorenzo Coscarella

articolo-dc-cosenza-coscarella  (Parola di Vita, 28/03/2013, p.18)

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