Pietrafitta: vicende e curiosita di un casale presilano

Varie fonti indicano come il XVII secolo sia stato per il paese un periodo di forti trasformazioni.

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Il rapporto tra la città di Cosenza ed i paesi attorno ad essa è stato sempre strettissimo nei secoli passati. E ciò valeva soprattutto per quel gruppo di paesi posti sulle colline a Sud e che avevano lo status di Casali, centri abitati che, insieme alla città di Cosenza, erano soggetti direttamente all’autorità regia e non avevano alcun feudatario.

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Cosenza e i casali si consideravano dunque una sola cosa, anche se ogni casale aveva una propria organizzazione e tutti erano raggruppati in venti gruppi di più casali detti Baglive.

Tra le antiche Baglive merita di essere ricordata quella di Pietrafitta, casale presilano che è passato alla storia perché nel suo territorio, e precisamente nella grangia florense di Canale, nel 1202 morì Gioacchino da Fiore, figura centrale dell’intero pensiero medioevale.
Ma la storia non è fatta solo di grandi eventi, e spulciando tra le carte vengono spesso alla luce notizie poco note, ma curiose e utili a ricostruire vari tasselli della storia di una comunità.

Pietrafitta appare attualmente come un unico centro abitato perché ha conosciuto di recente una certa espansione urbanistica, ma in passato mostrava una struttura più sparsa in quanto formata da più rioni. Questa distinzione, che ora rimane nei nomi tradizionali dei quartieri, era in passato più concreta.

Completavano poi la Bagliva di Pietrafitta i casali di Torzano (ora Borgo Partenope) e Sant’Ippolito, università a sé stanti che fra alti e bassi hanno unito le loro vicende a quelle pietrafittesi fino al 1893, quando si separarono aggregandosi alla più frequentata Cosenza.

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Terremoti, peste e guerre anche interne hanno più volte segnato le vicende pietrafittesi. Il 1638, ad esempio, è ricordato per il terribile terremoto che devastò la Calabria settentrionale e che a Pietrafitta provocò numerose vittime oltre che la distruzione di gran parte delle case e di due chiese. Tra queste la chiesa di S. Giovanni Battista, che era una delle due parrocchie del paese e serviva i rioni bassi del casale. L’altra parrocchia, che era sotto il titolo di S. Nicola di Bari, raggruppava invece i rioni alti ed è oggi l’unica di Pietrafitta.

pietrafitta-cosenza-s.nicolaLa chiesa di S. Nicola è tra le più interessanti della Presila e la sua facciata domina dall’alto il paese, con l’antico campanile poco distante. Dando una occhiata attenta alla sua struttura si possono leggere i vari rimaneggiamenti che l’hanno interessata nel corso dei secoli, dalla sua fondazione fino al ‘900.

L’edificio avrebbe infatti bisogno di restauri, che potrebbero valorizzare al meglio le testimonianze che racchiude, dal rosone all’iscrizione del 1491, dalle tele alle tracce di affreschi, dai portali in tufo ai rilievi scolpiti che caratterizzano la navata sinistra. L’edificio conserva quindi uno spaccato dell’arte locale che abbraccia più di cinque secoli, a testimonianza della ricca storia di uno dei principali casali di Cosenza.

Lorenzo Coscarella

(articolo intero su PdV, 20/06/2013, p.18)

Articolo Pietrafitta Coscarella

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3 thoughts on “Pietrafitta: vicende e curiosita di un casale presilano

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