Il passaggio nascosto dell’antica Cosenza

Tra la via della Neve e il lungo Crati Miceli, il vicolo che ancora oggi è chiamato “pustìerula” richiama una piccola porta secondaria tra le mura cittadine.

vico-postierla-cosenzaCi sono luoghi della vecchia Cosenza che, all’apparenza anonimi, sono invece i muti testimoni di importanti vicende storiche ormai lontane. L’intreccio di vicoli che costituisce il centro storico era racchiuso in una cinta muraria, a protezione della città sin dai tempi più remoti. La Consentia arroccata sul Pancrazio necessitava di un sistema difensivo articolato, che potesse respingere gli attacchi dei numerosi invasori. Evidentemente, come dimostrano i saccheggi e le invasioni che la città subì nel corso dei secoli, non è detto che il sistema difensivo sia stato sempre efficientissimo.

mura-romane-opus-reticulatum-cosenzaLe varie tracce di muratura in opus reticulatum rinvenute in più punti sono ricondotti dagli studiosi proprio ad una cinta muraria già presente in età romana. In basso la città era delimitata da mura che seguivano approssimativamente il corso fiume Crati, come dimostrano le porzioni di mura romane emerse sul retro dell’edificio dell’attuale Casa delle Culture, e ancora da un’altra porzione visibile lungo l’antica via della neve, vicino l’area archeologica di piazzetta Toscano.

vico-pustierula-cosenzaE proprio su via Campagna, tra i palazzi sotto piazzetta Toscano, si apre uno stretto vicolo che porta oltre la fitta serie di edifici verso l’attuale Lungo Crati Miceli.

È il vicolo chiamato in dialetto “a pustìerula”, termine che suonerebbe strano, se non fosse che tramanda ancora il nome di uno degli antichi accessi alla città. “Pustìerula” sta infatti per postierla, o posterla, termine che deriva dal latino tardo “posterula”, diminuitivo di “posterus”, dunque porticina di dietro, piccola porta nascosta.

La conformazione del luogo sembra proprio confermarlo. La postierla di Cosenza era dunque una piccola porta secondaria che si apriva tra le mura delle città verso il Crati. Una porta nascosta, e ancora oggi il vicolo è individuabile appena, guardando dal Crati gli edifici lungo la sponda sinistra del fiume.

posterla-cosenza-mappa

Si trattava di un ingresso da usare, ad esempio, nelle ore notturne, quando le porte della città venivano chiuse, ed essendo una strettoia non era percorribile se non per persone singole e a piedi. Su ciò vigilavano probabilmente dei soldati a guardia dell’entrata, che comunque poteva essere serrata da qualche sistema di chiusura. Attualmente la postierla è costituita da un sopportico che collega la zona del Lungo Crati con via Campagna, non perpendicolarmente, ma di traverso tra due file parallele di edifici.

vicolo-postierla-cosenzaTra i cosentini quel vicolo continuò a chiamarsi “pustìerula” per lungo tempo, anche dopo che cessò di avere una funzione difensiva. È cosa molto frequente che i toponimi ricordino avvenimenti passati anche per lungo tempo dopo che se ne sia persa la memoria.

Sarebbe desiderabile una riscoperta di questo luogo da parte dei cosentini stessi e, perché no, anche da parte dei turisti. Inserirlo negli itinerari, ripulirlo, sistemare la zona, toglierebbe il luogo dall’oblio in cui si trova. Così tra le attrazioni di Cosenza, oltre le chiese e i luoghi più conosciuti, la postierla susciterebbe certamente la curiosità di chi fosse alla scoperta della storia della città.

Lorenzo Coscarella

(PdV, 12/12/2013, p.19)

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2 thoughts on “Il passaggio nascosto dell’antica Cosenza

    • Hi maraneso!
      It’s a place not so known, like many lower place in the old city, that tourists don’t see.
      Cosenza, and the other towns near, are full of small and interesting, but unknown, treasures!
      Lorenzo

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