Dal palazzo al ninfeo, tra storia e leggenda

Nel parco storico di Vadue, frazione di Carolei, sorgono tra la campagna un antico palazzo, una cappella, e il misterioso ninfeo. 

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Vadue, frazione a valle del comune di Carolei, si potrebbe considerare vera e propria periferia di Cosenza. A metà strada tra la città e il caratteristico centro storico di Carolei, è formata in gran parte da abitazioni di nuova costruzione. Poco distante dalla via principale, però, si nasconde un luogo carico di storia: il Parco storico del Ninfeo.

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Il complesso di edifici comprende il palazzo signorile, una cappella privata, e un ninfeo che non ha mancato di suscitare l’attenzione di numerosi studiosi. Il tutto immerso tra il verde delle colline un tempo coltivate, e che ora avrebbe bisogno di interventi conservativi e di essere valorizzato quanto merita.

Palazzo Civitella era in origine la residenza di campagna di una delle tante famiglie benestanti che facevano la spola tra Cosenza e i paesi attorno.

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Un complesso di edifici che sembrerebbe risalire al ‘500, con importanti modifiche apportate nel ‘700 e che comprendeva il necessario alle attività agricole della campagna circostante. Al piano basso del palazzo trovavano posto, infatti, il frantoio, le cantine, i numerosi magazzini per le provviste e gli spazi adibiti ad abitazione dei coloni. Al piano superiore, detto appunto “piano nobile”, era invece posta l’abitazione del proprietario, che ancora oggi presenta delle notevoli tracce di decorazioni, come dimostrano gli affreschi che decorano una delle grandi sale oggi saltuariamente adibita a sala convegni.

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Nei pressi dell’edificio principale è posta la piccola cappella gentilizia della Madonna del Carmine. È un edificio di piccole dimensioni, con facciata a capanna sulla quale risalta un interessante portale in tufo locale, sormontata da un piccolo campanile a vela.
Ma la vera particolarità del complesso architettonico è il ninfeo. È poco distante dal palazzo e sembrerebbe nato dalla volontà di un proprietario particolarmente accorto al bello. È una grotta in parte naturale, incorniciata da elementi in tufo e decorata con affreschi.

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Sulla volta della grotta, tra quello che resta delle figure dipinte, campeggia lo stemma degli antichi proprietari. L’ambiente è affiancato da una grande vasca quadrata, dominata da due colonne, al centro della quale si innalza un piccolo zampillo anch’esso in pietra. Un’altra vasca più piccola ha invece le caratteristiche di lavatoio, segno che la struttura aveva, sì, funzione di abbellimento, ma il suo utilizzo aveva anche risvolti più pratici.

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Sull’epoca, sulla funzione, sulle figure leggendarie legate a questo posto, se ne sono dette moltissime. Ad ogni modo, nicchie, fontane, affreschi e altri elementi decorativi rendono la struttura un unicum nella zona, e le numerose leggende non fanno che aumentarne l’interesse.

Lorenzo Coscarella

(PdV, 30/01/2013, p.18)

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