Una tela di Salfi nella Biblioteca Civica di Cosenza

La storica biblioteca cittadina conserva un piccolo gruppo di opere d’arte, tra cui una grande tela del pittore cosentino Enrico Salfi del 1934. Era destinata ad abbellire il salone della Casa Littoria della città.

Cosenza Salfi

Il 3 febbraio del 1934 a Cosenza venne inaugurato un edificio che avrebbe dovuto svolgere un ruolo centrale nella vita politica del tempo, la Casa Littoria. L’edificio era posto in piazza Michele Bianchi, poi intitolata a Paolo Cappello dopo la caduta del regime, e attualmente è sede di un istituto scolastico.

Casa del fascio

Per abbellire il palazzo si pensò ad una serie di elementi decorativi in linea con i dettami della propaganda del regime, opere celebrative del partito o del dittatore. Delle opere previste ne rimane certamente una, in tutt’altro luogo rispetto a quello per il quale fu pensata. La si può vedere presso il salone della ristrutturata Biblioteca Civica di Cosenza, insieme ad alcune altre opere che ne abbelliscono gli ambienti.

Enrico SalfiÈ una grande tela, dai colori vivaci, conosciuta come “Omaggio al fascio” o “Allegoria della politica del fascio”. Rappresenta infatti un gruppo di persone che, seguendo una sorta di vittoria alata, rivolgono lo sguardo verso un grande fascio littorio sulla sinistra. L’opera non è generalmente considerata di eccelsa fattura, ma è degna di considerazione anche per l’autore che la realizzò: il pittore cosentino Enrico Salfi.

Nato nel 1857, il Salfi era membro di una famiglia che ha dato alla città numerosi scrittori e intellettuali. Si formò a Napoli, dove fu discepolo di Domenico Morelli, e lì studiò e dipinse varie vedute degli scavi di Pompei, dai quali fu affascinato al punto da dare uno stile “pompeiano” alla casa che fece edificare a Cosenza, nel quartiere Paparelle.

Salfi Cosenza

Nei primi mesi del 1934 il Salfi venne raggiunto nel suo studio dall’avvocato Tommaso Perri, corrispondente della rivista Brutium, con l’intento di intervistare il maestro. Quando Perri giunse nello studio del pittore, questi stava ultimando proprio l’opera destinata alla Casa Littoria. I due intavolarono una breve chiacchierata e, tra i riferimenti artistici e quelli politici, si parla anche del dipinto citato genericamente come “quadro allegorico del Fascio”, e si specifica come fosse destinato a decorare il salone centrale del palazzo inaugurato poco tempo prima.

Biblioteca CivicaSi accenna pure ad un’opera raffigurante Alarico, e dalla discussione emerge come il mito di Alarico fosse anche allora un topos molto diffuso tra gli intellettuali cosentini. L’opera destinata alla Casa Littoria di Cosenza giunse nel luogo per il quale era stata realizzata. Enrico Salfi morì nel 1935, un anno dopo l’articolo citato, e guardando l’opera non è da escludere che non sia stata completata del tutto.

Come mai ora l’opera si trova oggi presso la Biblioteca Civica? Vi arrivò probabilmente dopo la fine della II Guerra mondiale, quando la biblioteca acquisì la prestigiosa raccolta libraria appartenuta alla famiglia Salfi, e insieme ad essa alcuni dipinti.

La presenza presso la Civica della raccolta libraria e del piccolo gruppo di opere dei Salfi, ha permesso che venisse consegnato alla città un pezzo della storia della stessa famiglia, a differenza di tanti altri casi di dispersioni di libri e opere di altre famiglie illustri cittadine.

Lorenzo Coscarella

PdV, 20/11/2015, p. 17. Articolo intero:

Articolo opera Salfi Biblioteca civica

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