Bukurìa Arbëreshe attraversa Cosenza

Domenica 20 maggio numerosi gruppi provenienti dai paesi italo-albanesi d’Italia hanno colorato la città. Breve cronaca e qualche scatto dall’evento.

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Il termine “bukurìa” significa “bellezza”, ed è proprio la bellezza di un popolo in festa quella che ha sfilato lungo le strade di Cosenza domenica 20 maggio. Continua a leggere

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La cultura arbëreshe nella biblioteca Bellusci

Nel cuore del Pollino, la biblioteca-museo di Frascineto conserva un vero patrimonio di storia e tradizione.

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La Calabria, anche se geograficamente è un po’ periferia d’Europa, nel corso della sua storia è stata un crocevia di popoli e di culture. Genti tra loro diverse hanno incrociato, in varie vesti, le loro vicende con quelle della popolazione locali. Invasori, governanti, rifugiati, ogni popolo ha comunque lasciato nella regione tracce più o meno significative del proprio passaggio.

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Particolarmente notevoli sono, soprattutto nella provincia di Cosenza, le testimonianze della cultura italo-albanese, significative perché ancora vive e sentite tra una porzione importante di popolazione. La cultura arbereshe si contraddistingue essenzialmente per due elementi: la lingua e il rito, entrambi legati alle comuni origini balcaniche delle popolazioni che, nel corso del XV sec., trovarono rifugio sulle coste calabresi per sfuggire alle invasioni dei turchi nella loro patria d’origine.

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È eccezionale notare come nel corso di circa 600 anni gli arbereshe, ormai calabresi a tutti gli effetti, abbiano mantenuto tenacemente la loro identità. Negli ultimi decenni si sono registrate, inoltre, numerose iniziative per il recupero e la salvaguardia di molteplici aspetti della cultura italo-albanese, e tra queste merita un posto d’onore la Biblioteca Internazionale “A.Bellusci”.

Una biblioteca che è molto più che un contenitore di libri. La sua sede è a Frascineto, al confine tra il centro storico e i monti del Pollino la cui vista è possibile ammirare dalla stessa sala di lettura, e il luogo che la ospita è la casa stessa del suo fondatore, il protopresbitero Antonio Bellusci.

ImmagineIl raggio di azione è ampio, perché la biblioteca conserva migliaia di volumi, foto, registrazioni e altro materiale riguardante non solo la presenza arbereshe in Calabria, ma anche sulle comunità di origine albanese sparse in Italia e nelle altre nazioni in cui gli albanesi si sono dispersi. Una biblioteca fortemente specialistica dunque, e che ha proprio in questa sua specializzazione il suo punto di forza. È raro, infatti, trovare altrove altrettanto materiale sul tema, il che fa diventare la biblioteca meta ogni anno di numerosi studiosi che vogliano avvicinarsi al settore.

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Nell’edificio si possono ammirare inoltre numerosi oggetti della vita quotidiana di queste comunità, a rappresentare le tracce della cultura popolare. Coesistono così la Biblioteca e il Museo Etnografico “Argalia – Il Telaio”, aperti dal fondatore a chiunque voglia approfondire la conoscenza della comunità arbereshe in tutti i suoi aspetti.

Si spera che l’esempio della Biblioteca Bellusci possa sensibilizzare anche altri, che mettendo il proprio materiale a disposizione della collettività contribuiranno a trasmettere fatti, vicende e aspetti che altrimenti andrebbero irrimediabilmente perduti.

Lorenzo Coscarella

(PdV, 26/09/2013, p.19)