Quando il Tirreno era minacciato dai turchi

Per secoli, e in particolare nel corso del ‘500, molti paesi costieri furono oggetto di scorrerie. Per prevenire il fenomeno fu realizzato un complesso sistema difensivo.

Praia a Mare

Le coste del Tirreno Cosentino, oggi luoghi di vacanza e di relax, furono nei secoli passati delle vere e proprie frontiere da presidiare. Le invasioni dei turchi resero per secoli insicuri i paesi della costa, facile preda di corsari che approdavano sulle rive e saccheggiavano i centri abitati, fino a spingersi anche nell’entroterra. Continua a leggere

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Cetraro: la borgata marinara edificata dai veneziani

Il seguito al terremoto del 1905 il Comitato Veneto-Trentino Pro Calabria costruì un nuovo quartiere nella marina di Cetraro: Borgo San Marco.

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C’è una pagina della storia della Calabria che è poco conosciuta, una pagina che racconta di un evento tragico ma che allo stesso tempo richiama numerose iniziative di solidarietà che sorsero in tutta Italia per soccorrere i calabresi. Stiamo parlando del terremoto dell’8 settembre del 1905, sisma classificato tra i più catastrofici mai avvenuti in Italia, seppure meno conosciuto di quello che distrusse Reggio e Messina nel 1908.

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Fu uno dei primi terremoti ad avere una vasta eco nazionale, visto che i principali quotidiani italiani gli diedero molto spazio informando l’opinione pubblica. Anche questo fattore contribuì a far sorgere in molte città e zone della penisola numerosi comitati di solidarietà, il cui scopo era quello di soccorrere i terremotati e aiutare nella ricostruzione.

Furono molti i paesi interessati dall’opera di questi “Comitati Pro-Calabria”, e ne portano ancora oggi le tracce nella struttura urbanistica. Un esempio su tutti: Cetraro. Nella cittadina della costa tirrenica cosentina è ancora visibile, nella zona marina, il quartiere che sorse grazie al “Comitato Veneto-Trentino Pro Calabria” e che per la provenienza dei benefattori prese il nome di “Borgo San Marco”.

comitato-veneto-trentino-cetraro-veneziaAlcuni documenti dell’epoca ritrovati riguardano proprio alcune delle fasi della realizzazione della “borgata marinara”, e precisamente l’acquisto di una porzione di arenile che dal Demanio sarebbe dovuto passare al Comitato per procedere ai lavori. Tra i documenti, in genere semplici comunicazioni sulle procedure burocratiche dell’acquisto, emerge però qualche notizia interessante ai fini della storia della borgata marinara.

Una piantina in carta lucida stropicciata mostra una copia del progetto poi realizzato solo in parte. È interessante notare che l’idea originaria prevedeva la realizzazione di quattro file di edifici posti ad emiciclo attorno alla piazza centrale, mentre il quartiere attuale vede la piazza centrale di forma rettangolare e gli edifici posti in file dritte e parallele alla strada e alla ferrovia.

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Il terreno su cui sarebbe dovuto sorgere il quartiere era “in parte arenile già ceduto ai privati”, “in parte ancora di proprietà demaniale”. Mentre il Comune di Cetraro aveva “già deliberato di cedere al Comitato gratuitamente la parte alienata dallo Stato ai privati”, per la parte demaniale si dovette fare domanda al Ministero della Marina perché la cedesse.

Superati i vari passaggi burocratici il quartiere nacque sull’arenile, anche se non proprio seguendo lo schema originario, e col tempo vi sorse anche una chiesa dedicata a San Marco. Quel quartiere edificato dal Comitato più di un secolo fa si è poi nel corso degli anni sviluppato a nord e a sud del nucleo originario, e da semplice borgo è divenuto attualmente il centro della marina di Cetraro.

Lorenzo Coscarella

(articolo intero su PdV, 13/06/2013, p.16)