La movida si fa arte

A Cosenza successo di pubblico per la nuova edizione della “Notte dei Musei”, con numerose iniziative organizzate nei principali luoghi di cultura della città.

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Una notte al museo. No, non è il titolo di un film, ma è più o meno la sintesi della serata di sabato 17 maggio, che ha visto in tutta Italia musei e luoghi di cultura aprirsi e riempirsi di gente. Un appuntamento che ha riscosso, così come le edizioni degli scorsi anni, una notevole partecipazione.

mattia-preti-palazzo-arnone-cosenzaPer l’edizione 2014 dell’iniziativa “La Notte dei Musei” Cosenza non ha fatto eccezione, e ha messo a disposizione del pubblico alcuni dei più significativi poli museali cittadini.

Innanzitutto la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone dove, con il sottofondo musicale curato dagli allievi del Conservatorio Giacomantonio di Cosenza, la gente ha affollato le sale dello storico palazzo che ospita una delle più significative pinacoteche del Meridione. Tra opere di Pietro Negroni, Mattia Preti, Luca Giordano, e ancora Paceco de Rosa, Jusepe de Ribera, fino al contemporaneo Umberto Boccioni, i visitatori hanno compiuto un vero e proprio viaggio nell’arte dal ‘500 al ‘900.

Pietro-Negroni-Palazzo-ArnoneRiscendendo i vicoli che da Palazzo Arnone conducono al quartiere della Massa, l’antico rione dei Pignatari, ecco il Museo dei Brettii e degli Enotri. Già per la sola sede meritevole di una visita (è ospitato infatti nell’antico convento degli agostiniani) il museo racchiude invece la storia antica della città e dell’intera provincia. La struttura presenta infatti i ritrovamenti effettuati nel corso degli scavi archeologici a Torre Mordillo, Cozzo Michelicchio, nella stessa Cosenza e in molti centri dei dintorni.

L’attenzione dei visitatori della notte è stata rivolta soprattutto alla celebre stele di epoca romana, ritrovata in città nei primi del ‘900 e riportata stabilmente a Cosenza dal Museo di Reggio Calabria dove era custodita. Interessante anche la collezione di reperti risorgimentali, tra i quali spicca il tricolore che si crede appartenuto ai fratelli Bandiera.

galleria-nazionale-palazzo-arnone-cosenzaAnche sull’altra sponda del Crati non sono mancati gli appuntamenti per gli amanti della cultura. Inaugurazioni di mostre, proiezioni di cortometraggi, spettacoli teatrali e intrattenimenti musicali erano in programma presso il Museo delle Arti e dei Mestieri, la Biblioteca Provinciale e la Biblioteca Civica con il suo particolare chiostro. Presso la Casa delle Cultura, invece, i visitatori hanno potuto fare un tuffo nella storia di Cosenza tra ‘800 e ‘900 ammirando le foto d’epoca, gli abiti e gli altri oggetti della collezione Bilotti.

Notevole la partecipazione sia della città che dei dintorni. La Notte dei Musei è infatti un momento di riscoperta soprattutto per i cittadini dei tesori d’arte che le stesse città custodiscono. E a giudicare dalle persone che affollavano sia i luoghi sia le strade della vecchia Cosenza, si può dire che la gente abbia apprezzato.

Lorenzo Coscarella

(Il Quotidiano della Calabria, 20/05/2014, p.23)

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Un museo nell’antico palazzo della Regia Udienza

Conosciuto oggi come Palazzo Arnone, l’edificio che ospitò tribunali e carceri cittadine è ora sede della Galleria Nazionale di Cosenza

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Non si può non notarlo, con la sua mole rossa che spicca tra le case del quartiere del Triglio, il colle cosentino sulla riva destra del fiume Crati. Si tratta di Palazzo Arnone, possente edificio che insieme al castello svevo, che domina il colle opposto, ha rappresentato per secoli il simbolo del potere statale a Cosenza.

Quello che è attualmente noto come Palazzo Arnone, e che ospita una delle più importanti gallerie d’arte del Mezzogiorno, ebbe in passato ben altre funzioni. Molti ricorderanno che l’edificio fino agli anni ’70 del Novecento ospitò sia il tribunale cittadino che le carceri, luogo di giustizia e di pena dunque, trasformato oggi in luogo di arte e cultura.

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La sua costruzione venne iniziata nella prima metà del ‘500 dai fratelli Bartolo e Ascanio Arnone, ma ancor prima di terminarlo fu acquistato dal governo nel 1558 per ospitavi tribunale e carcere. Per questo non fu mai noto in passato come Palazzo Arnone, ma come Palazzo della Corte, del Re, dei Presidi o della Regia Udienza. Per i cosentini era semplicemente “il palazzo”, e non fu mai troppo amato vista la sua funzione, tanto che il largo antistante noto come “suprapalazzu” è stato spesso teatro di sommosse popolari.

Ora la situazione è cambiata. Il palazzo è stato restaurato. Pregevole è il portale in tufo del 1546, varcato il quale si accede nel grande androne con lo stemma del Regno di Napoli di metà ‘600. All’interno, al posto di giudici e detenuti, i capolavori di pittori tra cui Pietro Negroni, Mattia Preti e Luca Giordano presentano ai visitatori il meglio dell’arte calabrese e meridionale.

Lorenzo Coscarella

(People Life, A.4 n.1(36) gennaio 2013)