L’ultima casa di Gioacchino

Il 22 settembre segna la data di inizio della nuova vita della Grangia florense di San Martino di Canale, luogo della morte dell’abate Gioacchino.

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San Martino di Canale, o di Giove, è senza dubbio uno dei luoghi più significativi della Calabria medievale, tanto importante quanto sconosciuto. Almeno fino a qualche mese fa con l’inizio dei lavori di restauro.

La morte di Gioacchino a Canale nel 1202 ha consegnato il luogo alla storia, e qui il corpo dell’abate restò per diversi anni prima di essere trasportato a S. Giovanni in Fiore nell’Abbazia Florense. La storia della chiesa di Canale, però, è molto più antica. Qui viveva nel X secolo un gruppo di eremiti di impronta basiliana guidati da S. Ilarione, che per sfuggire alle invasioni saracene lasciarono il luogo spostandosi nel Centro Italia, dove la loro memoria è ancora viva.

Il luogo in cui morì e in cui trovò la sua prima sepoltura il celebre abate Gioacchino da Fiore, a qualche chilometro di distanza da Pietrafitta, esce finalmente dall’abbandono che lo ha caratterizzato per secoli e torna ad essere ora patrimonio di tutti.

L’inaugurazione del 22 settembre 2016 ha segnato il punto di arrivo di un percorso durato alcuni anni, che ha visto la ristrutturazione dell’antico edificio dopo che alcuni crolli ne stavano compromettendo la staticità. I lavori, eseguiti da una squadra di professionisti del luogo guidata dall’architetto Lopetrone, hanno permesso di individuare le murature della struttura originaria, nel frattempo soprelevata e trasformata in casa colonica e magazzini.

Eliminando le superfetazioni si è messa in evidenza la struttura della chiesa, cercando di riportare l’edificio all’aspetto originario, rispettando il più possibile quanto emergeva nel corso dei lavori. La navata ora è stata riaperta nella sua interezza, le soprelevazioni sono state demolite e la copertura ripristinata con capriate a vista. È stata ripristinata la piccola cappella laterale e anche l’annesso locale che poteva fungere da abitazione.

Lorenzo Coscarella

in PdV, 25/09/2016, p. 17. Clicca sull’immagine per leggere l’articolo intero:

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Portapiana: restaurato il dipinto di Santoro

La tela raffigurante il Battesimo di Cristo, dipinta dal pittore di Fuscaldo nel 1846, è stata restaurata e ha fatto ritorno nella chiesa di S. Giovanni a Portapiana, una delle più antiche della città.

Giovanni Battista Santoro

Portapiana, il quartiere del centro storico di Cosenza posto ai piedi del Castello, riscopre un suo tesoro artistico appena restaurato. È il dipinto raffigurante il Battesimo di Cristo da parte di S. Giovanni Battista, olio su tela conservato da 170 anni nella chiesa di S. Giovanni, che secondo la storiografia locale sarebbe una delle più antiche chiese della città.

La tela è stata restaurata ed ha fatto ritorno nella sua chiesa d’origine sabato 27 febbraio.

S. Giovanni PortapianaL’opera venne dipinta da un noto pittore locale dell’800, Giovan Battista Santoro, nato a Fuscaldo nel 1809 e morto a Napoli nel 1895 dopo  aver raggiunto una discreta fama. La tela è siglata con le iniziali intrecciate dell’artista e datata 1846, come si può vedere in basso sulla roccia sotto i piedi del Battista. La scritta in basso a destra attesta invece il nome del committente dell’opera.

Santoro era dunque un pittore particolarmente apprezzato dagli ecclesiastici cosentini oltre che da molte famiglie in vista. Lo dimostra anche la presenza di un suo quadro nel duomo, fatto eseguire dai sacerdoti “partecipanti” della Cattedrale, o il ritratto di Francesco Saverio Salfi oggi custodito dalla Biblioteca Civica.

Santoro CosenzaIl quadro venne posto sull’altare maggiore della chiesa portapianese, realizzato lo stesso anno in stucco dipinto per dare l’effetto dei marmi policromi. È evidente però che nella stessa posizione è presente la nicchia che dovette ospitare la statua settecentesca del titolare. Come mai questa sovrapposizione tra statua e quadro? Difficile dirlo.

Si spera che l’opera ritorni ad occupare la cornice in stucco per la quale venne realizzata, completando così il ciclo pittorico che arricchisce la chiesa con una delle scene principali della vita del Battista.

Lorenzo Coscarella

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo intero:

Tela Battesimo di Cristo di Santoro a Portapiana

PdV, 03/03/2016, p. 18.