Domenico Martire, un personaggio da rivalutare

Intellettuale, storico e religioso di Pedace, Domenico Martire attende di essere riconosciuto tra le grandi figure della storia della regione. 

Pedace_Cosenza_Panorama

Rivolgendo lo sguardo al passato è possibile osservare come alcuni personaggi siano stati nel tempo sopravvalutati, mentre altri al contrario, a fronte della loro importanza, non sono stati adeguatamente apprezzati e non lo sono tuttora. Un esempio di ciò è avvenuto a livello locale con la figura di Domenico Martire, sacerdote e storico di Pedace del ‘600. Questi ha lasciato un contributo fondamentale per la storia locale dei paesi dell’intera Calabria, un’opera monumentale tutta incentrata sulla storia civile e religiosa della nostra regione: La Calabria Sacra e Profana.

Pedace_Chiesa_PanoramaL’opera è tanto importante quanto sconosciuta. Ciò è dovuto al fatto che purtroppo, e per ragioni non note, l’opera non venne mai data alle stampe ma restò manoscritta. Un manoscritto consistente, di circa duemila pagine divise in due tomi, a loro volta divisi in due volumi ciascuno, che però è fortunosamente giunto fino a noi.

Il manoscritto venne per decenni custodito a Roma, presso la biblioteca di un convento dell’ordine dei Minimi. Nella capitale italiana infatti il Martire concluse i suoi giorni, ed è per questo che l’opera restò lì. Dal convento dei Minimi il manoscritto passò dunque alla Biblioteca del Senato, e da questa venne infine ceduto all’Archivio di Stato di Cosenza, vista la sua forte valenza a livello locale.

Pedace_Cosenza_anni_30Ma La Calabria Sacra e Profana non fu l’unica opera di Domenico Martire. Lo testimoniano innanzitutto lui stesso mentre scrivendo accenna a fatti personali e vicende familiari, e ne sono convinti Giuseppe Curcio e Paolo Rizzuti, studiosi del posto che con nuove ricerche hanno cercato di fare luce sulle vicende della vita del più importante personaggio storico della Pedace antica. Gli studiosi in particolare sottolineano come debbano esserci ancora dei manoscritti sconosciuti di Martire, e incrociando varie fonti si sono messi sulle loro tracce sperando che emergano queste opere ignote.

Convento_minimi_S.Francesco_Pedace Intanto la loro ricerca ha dato alcuni frutti significativi per quanto riguarda la ricerca d’archivio, come testimonia il rinvenimento del testamento di Martire.

Quello che i due studiosi auspicano è soprattutto una pubblicazione dell’opera principale del Martire, che nonostante sia una fonte ricercata continua a rimanere nel complesso inedita, soprattutto per quanto riguarda la Calabria Profana. Un vuoto che ci sarebbe da auspicare che venga presto colmato, per rendere fruibile una importante fonte per la storia locale.

Lorenzo Coscarella

(Parola di Vita, A.7 n.25, 16/07/2014, p. 19)

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