Il planetario in cerca di nome

Dopo l’ipotesi Hawking riemerge con forza l’idea di intitolarlo a Giovan Battista Amico, ma sono diversi i cosentini e i calabresi impegnati in passato nell’astronomia.

Planetario

Volgono quasi al termine i lavori al planetario di Cosenza, sorto in contrada Gergeri nei pressi del ponte progettato dall’architetto Calatrava. Un planetario in cantiere da circa venti anni e che sarà il secondo in Italia per grandezza dopo quello di Milano. Nella sua cupola, inserita in una struttura avveniristica che dovrà contenere anche un museo della Scienza e vari altri spazi accessori, sarà possibile ammirare le proiezioni tridimensionali di rappresentazioni della volta del cielo con le costellazioni, le galassie, e i vari movimenti dei corpi celesti.

Illustrazione_astonomo

In attesa che la struttura diventi finalmente fruibile al pubblico, il sindaco di Cosenza proponeva di intitolarlo al celebre astrofisico britannico Stephen Hawking (1942-2018), scomparso alcuni mesi fa. La questione ha subito scatenato il dibattito sull’opportunità o meno di intitolare la struttura cosentina a Hawking sull’onda emotiva suscitata dalla sua morte. E questo anche perché in precedenza il nome più gettonato per l’intitolazione era quello dell’astronomo cosentino del ‘500 Giovan Battista Amico.

De Motibus corporum coelestium

Una figura straordinaria, quella di Amico, nato a Cosenza intorno al 1512 e del quale più che le notizie storiche parlano le opere. Amico, che giovanissimo finì i suoi giorni a Padova nel 1538 in modo non del tutto chiarito, è certamente il più celebre tra i cosentini che hanno legato i loro nomi agli studi astronomici, ma non è l’unico.

Tra le pieghe della storia, infatti, emergono anche altri personaggi che si sono occupati di stelle, di pianeti, di costellazioni, vissuti soprattutto tra il ‘500 e il ‘600. Tra questi non può non citarsi Rutilio Benincasa, nato a Borgo Partenope intorno al 1555 e autore dell’Almanacco Perpetuo.

Almanacco_Perpetuo

Di Montalto Uffugo era invece originario Paolo Antonio Foscarini, nato intorno al 1665 e morto nel 1616. Religioso Carmelitano e attento alle scoperte del contemporaneo Galileo Galilei.

Allargando lo sguardo nel resto della regione si incontrerebbe subito il nome di Luigi Lilio, originario di Cirò e morto a Roma intorno 1574. Furono proprio gli studi di Lilio che consentirono a papa Gregorio XIII di varare la riforma del calendario nel 1582.

Luigi Lilio

A Luigi Lilio è intitolato anche un cratere sulla Luna, ma non è il solo calabrese a godere di questo onore. Il cratere lunare Zupus, infatti, prende il nome da Giovan Battista Zupo, o Zupi, gesuita, astronomo e matematico nato, secondo alcuni, a Catanzaro intorno al 1590 e morto a Napoli nel 1650.

Qualunque sia il personaggio che legherà il proprio nome al planetario c’è da sperare che, in ogni caso, anche gli altri astronomi calabresi vengano ricordati come meritano, trattandosi in molti casi di figure ancora tutte da studiare e da valorizzare.

Lorenzo Coscarella

Articolo intero su Savuto Magazine, Aprile/Maggio 2018, pp. 14-15

Planetario_di_Cosenza_Articolo_astronomi_Coscarella

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Giovan Battista Amico, una morte avvolta nel mistero

Il giovane scienziato cosentino venne derubato e ucciso a Padova nel 1538. Aveva solo 26 anni, ed aveva pubblicato due anni prima un’opera dalla portata innovativa.

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Cultura e misteri. Sia dell’una che degli altri, le mura di Cosenza ne riservano parecchi. Le vicende dei personaggi di alta levatura nel campo delle lettere, delle arti, delle scienze che sono vissuti in città basterebbero da sole a suscitare interesse.

De Motibus corporum coelestiumA guardare bene, però, tra queste emergono figure particolarmente curiose, anche se ingiustamente sconosciute al grande pubblico. Ne è un esempio Giovan Battista Amico, giovane astronomo della prima metà del ‘500, cosentino, studente presso l’Università di Padova dove venne ucciso misteriosamente mentre stava dedicandosi a delle sue teorie innovative circa il moto dei corpi celesti.

Padova era, in quell’epoca, tra i luoghi di studio più rinomati d’Europa. Vi studiò anche Bernardino Telesio che, essendo nato nel 1509, oltre che conterraneo era quasi coetaneo di Giovan Battista Amico, la cui nascita si fissa intorno al 1512.

Amico proveniva certamente da una famiglia agiata, e a Padova compì gli studi sotto alcuni dei più rinomati professori di quel periodo. Promettente scienziato, pubblicò all’età di 24 anni la sua prima e unica opera: “De motibus corporum coelestium iuxta principia peripatetica sine eccentricis et epiciclis”.

Sistema tolemaico

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In essa Amico illustrava la sua teoria che, andando oltre il sistema tolemaico che voleva la terra al centro dell’universo, gettava le basi per le nuove dottrine eliocentriche poi sviluppate da Copernico.

Ma la carriera del cosentino non durò molto. Nel 1538, a soli 26 anni, la sua vita terminò infatti nel mistero. Venne aggredito e assassinato nella stessa Padova, e da quanto si tramanda fu l’invidia la causa dell’omicidio. Secondo alcuni venne derubato di documenti in cui erano descritte le ultime sue intuizioni.

Giovan Battista AmicoUn mistero impossibile da risolvere, visti i secoli trascorsi. Quel che resta certo è che, pochi anni dopo, le intuizioni del cosentino si rivelarono meritevoli di considerazione. Sembra che fossero note  anche al grande Niccolò Copernico, che pubblicò la sua teoria appena cinque anni dopo la morte di Amico. E secondo alcuni non fu solo un caso.

Lorenzo Coscarella

(People Life, maggio 2014)

Amico Cosenza

Rutilio Benincasa: un astronomo cosentino del ‘500

Citato in opere come Mastro-don Gesualdo e Il Gattopardo, l’autore dell’Almanacco Perpetuo nacque a Torzano, odierna Borgo Partenope e fu anche matematico e filosofo.almanacco-perpetuo-rutilio-benincasa Astronomo-Benincasa-Lorenzo-CoscarellaCosenza nel ‘500 fu una vera e propria fucina di personaggi che si sono distinti in quello che oggi chiameremmo “il mondo della cultura”. Ingegni versatili che, così come avveniva in quel periodo a livello nazionale, hanno lasciato le loro tracce in campi che vanno dalle arti alla letteratura, dall’economia alle scienze naturali. Personaggi meritevoli di interesse, considerando che Cosenza era allora come ora una città periferica, ma non così secondaria rispetto alle altre del Regno di Napoli. Rutilio-benincasa-almanacco-perpetuoNon può non citarsi Bernardino Telesio, il “primo degli uomini nuovi”, ma oltre al celebre filosofo furono molti i cosentini degni di essere ricordati. Nomi noti e meno noti, tra i quali merita di essere segnalato quello di Rutilio Benincasa. Si tratta di un personaggio difficile da inquadrare. Si potrebbe definire filosofo, o matematico visti gli scritti su aritmetica e geometria, ma soprattutto astronomo per i suoi studi su stelle, pianeti e costellazioni. Rutilio rappresenta, in piccolo, quello che furono i famosi scienziati cinquecenteschi nazionali, interessati cioè a tutto ciò che potremmo definire “scientifico” in base alle conoscenze dell’epoca.

Leggi l’intero articolo qui:

Articolo_Rutilio_Benincasa_Lorenzo_Coscarella

Lorenzo Coscarella

(PdV, 03/04/2014, p.18)

Nota: il titolo uscito sul settimanale è stato travisato nel corso dei passaggi prima della pubblicazione. Rutilio infatti non è l’autore delle tavole periodiche ma gli sono attribuite alcune tavole numeriche. Stessi errori in alcune delle didascalie e nel box.