Borgo Partenope: storia e tradizione di una festa patronale

Come molte altre ricorrenze della zona, la festa patronale che a Borgo si celebra l’ultima domenica di settembre è legata al terremoto dell’8 settembre 1905. Ma la sua storia è molto più antica.

Nei paesi attorno alla città di Cosenza nel mese di settembre si tengono numerose feste patronali. Sono commemorazioni a volte collegate alla ricorrenza mariana dell’8 settembre o alle memorie proprie di santi di questo mese. Altre volte però, e sono la maggior parte, si tratta di feste votive non legate al calendario.

Chiesa_Borgo_PartenopeLa gran parte di queste ultime trae in genere origine da un evento funesto del quale si attribuisce al Patrono lo scampato pericolo, ed è verosimile che le feste votive che si tengono durante il mese siano da collegare al terremoto del 1905, che avvenne proprio l’8 settembre.

In alcuni paesi si fa memoria di questo evento proprio nella notte tra il 7 e l’8 settembre con cerimonie religiose che hanno il culmine nell’ora del sisma, come avviene a Castrolibero nella festa votiva della Madonna della Stella.

In altri paesi le feste però non vennero fissate nel giorno del terremoto ma “sparse” nelle domeniche del mese, e molte di queste sono ancora celebrate e sentite. È il caso della festa patronale di Borgo Partenope, frazione di Cosenza, dove l’ultima domenica di settembre si celebra l’Immacolata.
Borgo fu uno dei luoghi del cosentino più colpiti dal sisma e fu naturale per gli abitanti del paese, che ancora si chiamava Torzano, attribuire la protezione sul paese anche in quella occasione alla patrona storica del luogo.

Festa_Borgo Partenope_A ciò si aggiunse un fatto che gli abitanti dell’epoca videro come una conferma di questa protezione. Il terremoto distrusse la vecchia chiesa di S. Nicola che sorgeva sulla piazza, ma la statua della Vergine che vi era conservata venne ritrovata indenne nella sua nicchia tra le mura diroccate, poggiata al vetro che la chiudeva senza farlo rompere. Un prodigio che sa di leggenda, ma che da allora si racconta ininterrottamente dagli anziani del posto.

Il culto verso l’Immacolata a Borgo, come in tutti i Casali di Cosenza, era già radicato da secoli. Le sue attestazioni partono dal 1600, e da allora le notizie aumentano fino al terremoto del 1854, dopo il quale si istituì la festa del 12 febbraio come in molti altri centri della zona e nella stessa città di Cosenza.

ImmacolataIl terremoto del 1905 spinse gli abitanti di Borgo a ringraziare la patrona con una nuova celebrazione, anche se le altre due ricorrenze del 12 febbraio e dell’8 dicembre (memoria propria dell’Immacolata) continuarono a celebrarsi a lungo con relativa processione. La festa dell’ultima domenica di settembre però divenne presto la festa principale e si collegò con altri momenti centrali per la vita religiosa del paese.

Si arriva così ai giorni nostri, con una ricorrenza che è un momento atteso dall’intera comunità, legata ad una storia che attraversando i secoli arriva fino al presente.

Lorenzo Coscarella

(Il Quotidiano, 28/09/2014, p.17)

Alla storia e alla tradizione della festa dell’Immacolata a Borgo Partenope è stata dedicata nel 2012 una mostra nella quale sono stati esposti documenti, foto e altri cimeli legati alla ricorrenza. La mostra è stata accompagnata da un convegno sul culto dell’Immacolata a Borgo Partenope in particolare e nel cosentino in generale. Presentiamo in questa galleria alcune foto delle iniziative:

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Alle porte di Cosenza, tra svago e tradizione

Il 12 e 13 agosto a Sant’Ippolito di Cosenza si celebra il martire romano che dà il nome al paese. 

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“Ad agosto la città si svuota”. L’espressione, apparentemente banale, è calzante anche per Cosenza. Rallenta di molto il movimento che la caratterizza e la gente volge l’attenzione generalmente verso due direzioni: da una parte la zona marina, dall’altra tutti i paesi delle colline che circondano la città. Questi ultimi d’estate conoscono una nuova vita, e si rianimano con iniziative che travalicano i confini locali per attrarre gente da più parti.

tamburi-sant-ippolito-cosenzaTra le iniziative meritano una menzione speciale le feste patronali che tra luglio e settembre si tengono settimanalmente, quasi a turno, nei vai comuni degli antichi casali di Cosenza. Queste feste erano in passato i maggiori momenti di aggregazione per le comunità, antenate delle sagre e dei festival che pullulano attualmente nei calendari estivi della gran parte dei paesi.

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Tra le feste patronali del cosentino emerge in particolare quella che si tiene annualmente il 12 e 13 agosto a Sant’Ippolito, frazione dello stesso comune di Cosenza, e dedicata all’omonimo santo.

La caratteristica di questa festa è di avere mantenuto immutate nel tempo alcune tradizioni che la rendono interessante anche per gli appassionati della cultura popolare. Su tutte quella dei suonatori di tamburo. Sant’Ippolito è un centro rinomato per i suoi suonatori, molto richiesti anche nelle zone circostanti, e da qui è partita una rivalutazione di questa attività che sta interessando molti paesi della fascia della presila cosentina.

santuario-sant-ippolito-cosenzaNei giorni dedicati al patrono sacro e profano si mescolano, e il piccolo borgo alle porte della città diventa punto d’attrazione per i vari centri circostanti. I riti sacri in onore del soldato romano martirizzato nel III secolo hanno certamente un ruolo predominante. La sede delle funzioni religiose è il Santuario dedicato al santo, dalle forme classicheggianti, ricco di dipinti, e con una storia plurisecolare travagliata a causa dei terremoti che nel passato hanno distrutto più volte il paese. Le celebrazioni iniziano giorni prima con la “tredicina” e culminano nel giorno della festa con la processione che vede il busto settecentesco di S. Ippolito attraversare le strade del paese per poi far ritorno nel suo Santuario. Ad accompagnare le funzioni e la processione sono gli storici canti in dialetto, conservatisi immutati nel tempo come testimoni di una genuina religiosità popolare.

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L’aspetto profano è rappresentato invece, oltre che dagli spettacoli musicali che caratterizzano le serate di tutte le feste patronali, dal cosiddetto “cavallo” che viene portato nella notte tra 12 e 13 agosto in giro per il paese. Si tratta di un pupazzo in cartapesta rappresentante il Santo patrono a cavallo, ma che con la religiosità ufficiale ha poco a che vedere. Il cavallo, accompagnato da una folla esultante, viene fatto ballare lungo tutte le strade del borgo al ritmo incalzante dei suonatori di tamburo che per l’occasione si raggruppano dando il meglio di sè.

Molto di più che una semplice festa patronale dunque, che offre spunti di interesse sia per chi è attratto dall’aspetto storico e antropologico dell’evento, sia per chi vuole semplicemente passare una serata piacevole lontano dall’afa della città, partecipando alle manifestazioni che si organizzano nel giorno della festa e nelle sere precedenti.

Lorenzo Coscarella

(People Life, A.3 n.7(31) Agosto 2012, p.92)

Per altre info sul paese di Sant’Ippolito, sulla festa, i personaggi, le tradizioni,  potete dare anche un’occhiata qui: www.santippolitoborgo.it