La biblioteca della “Riforma”

La Biblioteca dei Cappuccini di Cosenza, detta “della Riforma” conserva un patrimonio librario di estremo interesse, in parte bisognoso di restauro.

Incunabolo

Tra incunaboli e cinquecentine, manoscritti antichi e periodici relativamente recenti, c’è un luogo nel cuore della città dove i libri sono protagonisti. È la biblioteca dei Frati Minori Cappuccini di Cosenza, annessa al convento e alla chiesa del SS. Crocefisso nota comunemente come “la Riforma”. Uno scrigno di tesori, poco conosciuti quanto notevoli, che la rendono una delle principali biblioteche monastiche della regione.

Cappuccini CosenzaLa consuetudine di adibire a biblioteca una stanza dei conventi principali era ricorrente in molti ordini religiosi. Ciò è documentato anche a Cosenza, città dalla grande tradizione culturale, dove nel ‘600 sia i cappuccini sia i riformati avevano delle biblioteche nei propri conventi cittadini. Biblioteche che furono in gran parte disperse nel corso delle soppressioni ottocentesche.

La storia attuale della biblioteca però inizia appena dopo la II Guerra mondiale. I bombardamenti e l’incendio del 1943, insieme alla chiesa e alle sue preziose opere d’arte, distrussero anche ciò che restava della vecchia biblioteca. Iniziò presto a costituirsene una nuova e ne nacque una biblioteca popolare, aperta anche all’esterno in un periodo in cui le biblioteche erano molto frequentate e svolgevano appieno la propria funzione didattica.

Incunabolo CosenzaPresto il fondo antico iniziò ad incrementarsi, e sono confluiti in essa i fondi di libri antichi e rari di varie biblioteche cappuccine del cosentino come S. Giovanni in Fiore, Morano e soprattutto Scigliano, luogo di provenienza di alcuni degli esemplari più pregiati.

Oggi conta più di cinquantamila volumi, compresi i periodici. Una parte di questo patrimonio è stata restaurata, ma molti volumi attendono ancora di essere sottoposti a trattamenti conservativi. Una questione particolarmente urgente, visto che il libro è di per sé un oggetto delicato e che necessita di particolari requisiti per una buona conservazione.

I restauri hanno portato anche ad alcune sorprese. Dalla legatura di un libro sono emersi alcuni pezzi di un manoscritto medioevale redatto in rara scrittura beneventana, mentre altre legature hanno restituito fogli di manoscritti musicali o stralci di documenti in pergamena, “riciclati” per realizzare le copertine di altri antichi volumi.

Libro anticoBiblioteca Cosenza

 

 

 

 

Nonostante custodisca testimonianze del passato la biblioteca dei cappuccini è però un luogo vivo, costante meta di studiosi che vi si rivolgono per ricerche per tesi di laurea o studi di storia locale. Da segnalare inoltre gli eventi organizzati nel corso del 2015 per il centenario della presenza dei frati nella struttura, tra cui alcune iniziative che hanno visto le porte della biblioteca aprirsi al pubblico e mostrare ai visitatori una parte del tesoro che custodisce.

Lorenzo Coscarella

PdV, 21/01/2016, p.19. Articolo intero:

Articolo Biblioteca Riforma Cosenza

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Il manoscritto del Liceo Telesio

Una piccola “riscoperta” nel più antico liceo classico di Cosenza: un manoscritto del ‘400 sulla vita di S. Girolamo dimenticato da tempo.

manoscritto_liceo_telesio

Come sempre accade, i piccoli tesori emergono (o riemergono) sempre per caso. Tra alcuni scaffali del Liceo Bernardino Telesio di Cosenza è spuntato fuori un prezioso documento, di cui in passato si sapeva l’esistenza ma che per varie vicende era stato ormai dimenticato lontano dagli altri libri, insieme a documentazione di varia natura.

Si tratta di un manoscritto su pergamena abbastanza ben conservato, composto da 242 pagine numerate solo sulla pagina dispari e che si potrebbe far risalire al XV secolo. Composto interamente in latino, la scrittura in cui è vergato ricorda una minuscola umanistica, il tipo di scrittura diffuso in Italia grazie appunto agli studi umanistici nel corso del ‘400.

Liceo_classico_TelesioIl primo foglio reca una bella iniziale finemente miniata in blu e oro, con motivi vegetali che vanno a intrecciarsi con la “P” di “Pater”, e in alto il titolo “TRANSITVS SANCTI HIERONIMI”. Un volume che raggruppa più scritti che ruotano attorno alla figura di S. Gerolamo (347-420), teologo e scrittore annoverato tra i Padri della Chiesa.

Ma il manoscritto è mutilo, visto che si tronca dopo la pagina 241. Qualcuno probabilmente aveva strappato qualche foglio, tanto che alla fine del manoscritto una mano più tarda annotò con inchiostro scuro: “Si priegano per l’Amor d’Idio che non sene cavi più carta essendo questo libro cossi eccellente”. Era un accorato invito ai lettori perché non strappassero altri fogli del libro, ancora tenuto in gran conto.

Manoscritto_cosenzaCome mai un manoscritto del genere si trova in una struttura scolastica relativamente moderna? È una vera e propria storia nella storia, e ci aiutano a scoprirlo alcune annotazioni che testimoniano la provenienza del libro da un vecchio monastero dei dintorni. In seguito alle soppressioni ottocentesche di molti conventi lo Stato incamerò le strutture e i beni monastici, e mentre le prime vennero in genere riutilizzate come caserme o edifici pubblici, gran parte dei beni andò perduta. Insieme alle opere d’arte si dispersero intere biblioteche, ma fortunatamente in alcuni casi i libri non andarono tutti distrutti .

È certo che il Liceo Telesio ottenne più libri provenienti da vari conventi, e alcuni compongono ancora il fondo antico della biblioteca scolastica. I libri del Telesio permettono così di compiere un vero e proprio viaggio nella storia del libro, dal manoscritto ai libri moderni, passando per incunaboli e cinquecentine. Fortunatamente questo piccolo gruppo di volumi, di cui il manoscritto riscoperto è il pezzo più antico e pregiato, è riuscito a giungere fino a noi.

Lorenzo Coscarella

Articolo intero su PdV, 19/03/2015, p. 19

Articolo_Manoscritto_Telesio-PdV_19-3-15_Coscarella

La biblioteca del Ministro

Nel palazzo al centro del paese di Macchia, una iniziativa per rivalutare il patrimonio librario di Fausto e Luigi Gullo.

Biblioteca Calabria

Macchia è un piccolo paese presilano. Un gruppo di case aggrappate alla colline, qualche chilometro a valle dell’abitato di Spezzano Piccolo, dove da qualche mese è nata una interessante iniziativa culturale: la Biblioteca Gullo.

Palazzo Gullo MacchiaAl piano terra dell’antico palazzo di famiglia del noto avvocato e politico cosentino Fausto Gullo, sono state aperte al pubblico delle sale adibite alla custodia dei volumi.

In esse è stata sistemata l’originale scaffalatura in legno con alcuni intagli della prima metà del ‘900, prima in altro sito, e tra gli scaffali hanno preso posto i volumi della ricca biblioteca, sommando quelli da sempre presenti a Macchia e quelli che gli esponenti della famiglia avevano raccolto a Cosenza.

Macchia di Spezzano PiccoloIl tutto è stato riordinato e catalogato, grazie anche all’apporto dato dal personale della Biblioteca nazionale di Cosenza, e grazie a dei volontari la struttura apre al pubblico due volte a settimana.

Dal piccolo ma interessante fondo antico, che contiene alcune cinquecentine, seicentine e molte settecentine, emergono alcuni aspetti della la storia della famiglia e del paese. Alfonso Gullo potrebbe essere considerato
il “fondatore” della biblioteca nel suo palazzo, e difatti su molti dei libri più vecchi è possibileBiblioteca Gullo Cosenza leggere il suo nome.

Nella biblioteca confluirono di sicuro volumi già presenti in famiglia, ma non è da escludere che ne siano giunti altri di provenienza diversa. Molti ad esempio sono di chiara provenienza ecclesiastica, e lo si desume sia dall’argomento trattato sia dalle scritte apposte qua e là tra le pagine.

Vari libri vennero acquistati dai figli di Alfonso, Eugenio (1854-1923) anch’egli notaio come il padre, e Luigi (1844-1890) ingegnere e padre di Fausto. Al celebre Fausto Gullo e al figlio Luigi (1917-1998), entrambi avvocati di fama, si deve invece tutta la sezione giuridica. Volumi di diritto civile e penale e riviste giuridiche di varie epoche e di varia natura occupano la maggior parte delle scaffalature del fondo moderno.

Biblioteca Fausto GulloLa grande quantità di libri di argomento politico e sociale ricordano l’appartenenza e la lunga militanza comunista di Fausto, ma altrettanto interessante è la sezione che si potrebbe definire “Calabrese”, opere note e meno note che spaziano tra il fondo antico e quello moderno, con i testi principali della storiografia locale e vere e proprie curiosità.

Oltre ai libri, però, la biblioteca custodisce un altro patrimonio ancora tutto da esplorare. Si tratta dell’archivio, che contiene materiale prodotto durante la sua attività da Fausto Gullo e che è in corso di riordino. Visti i ruoli ricoperti dal personaggio dalle carte potrebbero emergere aspetti interessantissimi della vita politico-culturale della regione.

Biblioteca GulloLa disponibilità degli attuali eredi della famiglia ha permesso che questo “giacimento culturale” non solo non andasse disperso, ma venisse messo a disposizione della collettività. Attraverso la biblioteca si mantiene vivo anche l’antico palazzo, non più abitato come un tempo ma che continua così ad essere meta di studiosi e centro di iniziative culturali.

Lorenzo Coscarella

(Articolo intero su Parola di Vita del 05/03/2015, p.20)

Biblioteca Cosenza