Le cinquecentine della Biblioteca Civica

Una selezione delle opere a stampa risalenti al ‘500 è in mostra nella sede della prestigiosa biblioteca cittadina fino al 31 luglio 2017. Tra i pezzi esposti, alcune opere fondamentali per la storia cosentina.

Bernardino

La Biblioteca Civica di Cosenza mette in mostra parte dei suoi tesori: una selezione delle più importanti cinquecentine che arricchiscono il fondo “antichi e rari” di quella che è una delle biblioteche più prestigiose del meridione.

La Civica raccoglie infatti una serie di volumi fondamentali non solo per il loro valore bibliografico ma soprattutto per l’importanza che rivestono per la storia cosentina. Il Cinquecento fu per la città di Cosenza un’epoca d’oro anche grazie alla presenza di intellettuali di alto livello, e diverse edizioni delle loro opere sono custodite proprio presso la biblioteca di piazza XV Marzo.

La loro provenienza è diversa. Un nucleo importante è costituito dalle opere raccolte dall’Accademia Cosentina che ha istituito la biblioteca stessa. In essa sono confluite opere provenienti da istituzioni religiose soppresse nell’Ottocento, altre donate da famiglie in vista del posto e altre ancora ottenute per acquisizione nel corso degli anni.

L’opera più antica in mostra venne stampata a Roma nel 1504, ma spiccano senza dubbio le opere di Bernardino Telesio, come l’edizione napoletana del 1586 del “De rerum natura iuxta propria principia”, oppure i “Varii de naturalibus rebus libelli” editi postumi a Venezia da Antonio Persio nel 1590.

Bernardino Telesio

Particolarmente interessanti le edizioni delle opere di Gioacchino da Fiore come la “Expositio magni prophete abbatis Joachim in Apocalipsim” del 1527, o lo “Psalterium decem cordarum” del 1527, o ancora il “Divini vatis abbatis Joachim liber concordie novi ac veteris Testamenti” del 1519. Vere rarità per i bibliofili.

Un altro aspetto fondamentale riguarda la stampa delle opere stesse. Tra i volumi della Civica compaiono alcune edizioni realizzate dagli antichi stampatori attivi a Cosenza, città che vanta una lunga storia tipografica.  Nella mostra ne sono esposte due, particolarmente significative. La prima è la “Oratione di Gio: Paolo D’Aquino in morte di Bernardino Telesio”. Oltre che per il contenuto, è un’opera importantissima perché venne stampata nel 1596 proprio a Cosenza.

Non mancano le curiosità, come le edizioni aldine, i brandelli di manoscritti medievali che emergono dalle pergamene delle legature, le opere in ebraico, o le tracce di particolari provenienze.

Lorenzo Coscarella

in PdV, 06/07/2017, p. 20. Clicca sull’immagine per leggere l’articolo intero:

Cinquecentine_Biblioteca_Cosenza

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La biblioteca della “Riforma”

La Biblioteca dei Cappuccini di Cosenza, detta “della Riforma” conserva un patrimonio librario di estremo interesse, in parte bisognoso di restauro.

Incunabolo

Tra incunaboli e cinquecentine, manoscritti antichi e periodici relativamente recenti, c’è un luogo nel cuore della città dove i libri sono protagonisti. È la biblioteca dei Frati Minori Cappuccini di Cosenza, annessa al convento e alla chiesa del SS. Crocefisso nota comunemente come “la Riforma”. Uno scrigno di tesori, poco conosciuti quanto notevoli, che la rendono una delle principali biblioteche monastiche della regione.

Cappuccini CosenzaLa consuetudine di adibire a biblioteca una stanza dei conventi principali era ricorrente in molti ordini religiosi. Ciò è documentato anche a Cosenza, città dalla grande tradizione culturale, dove nel ‘600 sia i cappuccini sia i riformati avevano delle biblioteche nei propri conventi cittadini. Biblioteche che furono in gran parte disperse nel corso delle soppressioni ottocentesche.

La storia attuale della biblioteca però inizia appena dopo la II Guerra mondiale. I bombardamenti e l’incendio del 1943, insieme alla chiesa e alle sue preziose opere d’arte, distrussero anche ciò che restava della vecchia biblioteca. Iniziò presto a costituirsene una nuova e ne nacque una biblioteca popolare, aperta anche all’esterno in un periodo in cui le biblioteche erano molto frequentate e svolgevano appieno la propria funzione didattica.

Incunabolo CosenzaPresto il fondo antico iniziò ad incrementarsi, e sono confluiti in essa i fondi di libri antichi e rari di varie biblioteche cappuccine del cosentino come S. Giovanni in Fiore, Morano e soprattutto Scigliano, luogo di provenienza di alcuni degli esemplari più pregiati.

Oggi conta più di cinquantamila volumi, compresi i periodici. Una parte di questo patrimonio è stata restaurata, ma molti volumi attendono ancora di essere sottoposti a trattamenti conservativi. Una questione particolarmente urgente, visto che il libro è di per sé un oggetto delicato e che necessita di particolari requisiti per una buona conservazione.

I restauri hanno portato anche ad alcune sorprese. Dalla legatura di un libro sono emersi alcuni pezzi di un manoscritto medioevale redatto in rara scrittura beneventana, mentre altre legature hanno restituito fogli di manoscritti musicali o stralci di documenti in pergamena, “riciclati” per realizzare le copertine di altri antichi volumi.

Libro anticoBiblioteca Cosenza

 

 

 

 

Nonostante custodisca testimonianze del passato la biblioteca dei cappuccini è però un luogo vivo, costante meta di studiosi che vi si rivolgono per ricerche per tesi di laurea o studi di storia locale. Da segnalare inoltre gli eventi organizzati nel corso del 2015 per il centenario della presenza dei frati nella struttura, tra cui alcune iniziative che hanno visto le porte della biblioteca aprirsi al pubblico e mostrare ai visitatori una parte del tesoro che custodisce.

Lorenzo Coscarella

PdV, 21/01/2016, p.19. Articolo intero:

Articolo Biblioteca Riforma Cosenza